Alfabeto d’Artista

Il progetto nasce dall’incontro con Luca Pancrazzi nel suo studio a Milano nel maggio del 2015, ma comincia a prendere corpo dopo la pausa estiva a metà settembre.

L’ALFABETO consiste di 26 lettere (alfabeto latino classico), ognuna di esse interpretata da un artista diverso. Le lettere sono stampate in offset su una carta bianca Old Mill 130gr in formato A3, in 100 esemplari firmati e numerati sul retro.

Si tratta di un progetto “aperto” ed esiste quindi la possibilità che la stessa lettera, nel tempo, venga realizzata più volte, da artisti diversi.

Al primo alfabeto completato verrà realizzata una mostra con un catalogo.

Gli artisti coinvolti sono italiani e stranieri, primo tra tutti aderisce al progetto Max Renkel realizzando la A. Seguono Jonathan Monk, Cesare Pietroiusti, David Schutter, Martin Soto Climent, Rä di Martino, Alfredo Pirri e molti altri.

 

Prezzo: Lettera singola 40€  /  Alfabeto completo 950€

Max Renkel
Max Renkel

A little called anything shows shudders

A ciascuna bisogna lasciare un grado

A garden of mouthings. Purple,scarlet-speckled, black

a lungo stelo, e sentivo il tuo passo
(Stein, Morante, Plath, Bardi)

Karl Daubmann
Karl Daubmann

Constructing B

The drawing of the B takes its instructions from Albrecht Dürer’s “Of the Just Shaping of Letters” (1535) and overlays the steps to explore the accumulation of gesture and geometry.

The inscription of the overlaid geometry simultaneously complicates the form that we take for granted and highlights the collection of simple elements used for its description.

Judith Kakon
Judith Kakon
C – photograph 35 mm, 2015
The C is an analogue photograph taken outside of a display-window of a photo shop. The depicted objects are camera lenses which are photographed through the window, while moving the camera.
By means of the movement, the reflection of the lenses as well as the glass surface and an extended exposure time, the C – shapes arise.
In this way the photograph itself draws the letters and contains questions on how we apprehend and question photographic images today.
And not least the C implies SEE.
Christof Nüssli
Christof Nüssli

D-Day

Nobody living can ever stop me,
As I go walking that freedom highway;
Nobody living can ever make me turn back
This land was made for you and me

(Woody Guthrie)

Marco Raparelli
Marco Raparelli

E è la quinta lettera dell’alfabeto italiano, largamente modellato su quello latino.

È anche la quinta lettera dell’alfabeto etrusco ed ha la stessa forma della maiuscola dell’epsilon greco e dell’Е cirillico.

[e] è anche il simbolo che rappresenta una vocale anteriore medio-alta nell’alfabeto fonetico internazionale.

In lingua italiana rappresenta la più comune congiunzione semplice tra parti del discorso. Può trasformarsi in ed a scopo eufonico.

Michaela Langenstein
Michaela Langenstein

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Giorgio Di Noto
Giorgio Di Noto

Con la lettera G cominciano i nomi della mia famiglia, è una lettera che mi appartiene. Volevo che nella sua rappresentazione si vedesse qualcosa di mio, la mia pelle, le mie impronte digitali. L’ho impressa con le mie mani sul vetro di uno scanner e prima che il segno sparisse ho scansionato la superficie.

Simone Berti
Simone Berti

H, tecnica mista su carta.

E’ una putrella con profilo a H.

Una putrella gigante sulla quale scorre, come su un binario, una sezione di paesaggio.

Luca Pancrazzi
Luca Pancrazzi

Rivelata al microscopio nel momento esatto in cui genera il suo puntino, piccola ed assordante, la i riesce ad essere presente ad ogni istante.

Jonathan Monk
Jonathan Monk
The Letter J was taken from a poster I made with my father – the poster advertised my father’s Jazz band.
He wrote the text and I added the cartoon underneath – I’m not sure how old I was – probably 13 or 14.
To create the edition for Materia I just removed most of the text, leaving only the J, which appears three times…
I think that this J probably stands for Jazz
David Schutter
David Schutter
This letter K was discovered in a catalog of drawings devoted to the regional drawing styles of the Italian Baroque. It is an upside down reproduction of a drawing by the Spanish master, Jusepe de Ribera (1591-1652) from the collection of the Fine Arts Museums of San Francisco.
It is a literal reproduction of the greyscale catalog plate as seen when viewing the book upside down. This came to be after looking at many drawings in the Instituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli and reading many volumes of books on drawing of the 17th Century and coming to see alternate forms in figural representations. For an exhausted or fresh eye, Ribera’s depiction of Saint Sebastian tied against the brace of a tree resembles the graphic formation of the letter K.
Isabell Heimerdinger
Isabell Heimerdinger

Love, Life, Lust, Lie, Legend, Lucy, Laugh, Lick, Liberal, Loser, Lush, Lonely, Left, Lollipop, Lost, Light, Lethal, Lucky, Like, Luxury, Lyrics, Low, Licence, Liquor, Looker, Limited, Live, Leave, Loss, Liverpool

Martin Soto Climent
Martin Soto Climent
Tights and shoes are frequent elements of my alphabet.
This image is the record of a metamorphosis,
I turn one of my sculptures into a letter.
The M: Mujer, Madre, Milagro, Muerte, Metamorfosis, Materia.
This M was specially created for Materia’s alphabet.
Giancarlo Norese
Giancarlo Norese
N, Olio su carta
Una variante alla serie di quadrati dipinti a olio su vecchie carte, in questo caso un documento contabile dell’Ottocento, con cui si rende omaggio al pamphlet “L’inattività come verità effettiva dell’uomo” di Kazimir S. Malevič e a ogni altra forma di sottrazione a vecchie e nuove schiavitù.
Matteo Fato
Matteo Fato

La O è un dipinto su carta; un dipinto ripetuto più volte all’interno del suo vuoto. La O è una lettera che può essere letta sia chiusa che aperta, un piccolo segno ne determina la funzione. O è ripetizione dello stesso segno nello spazio, più volte fino a che la sua lettura perde funzione di parola e diviene immagine.

Un’immagine che rimane aperta e chiusa; viene distrutta e ricomposta attraverso il suo vuoto e diviene ri-tratto dal “moto perpetuo”.

Benjamin Hirte
Benjamin Hirte

Videostill from: untitled (ABC), 2016, 3D Animation 

This depiction of a P is a still taken from a 3D Video-animation.

The original Video shows a black cube in white space, turning slowly and showing the follow up of all the Alphabets letters.

To show all 26 letters on the 4 horizontal sides, the cube changes its form while turning.

The usual form of the capital letter P is severely altered here, because the cavities of the letters intervene on the edges of the cube.

Hilario Isola
Hilario Isola

Affondata su un fondale buio, una cornice ovale giace come un relitto, mezza rotta, a memoria di una tela rubata e di un altro tempo.

Siccome non riuscivo a pronuciare e a pensare alla Q senza usare la U ho deciso di fare un compromesso e ho rotto un pezzo, quanto basta forse a liberare il Q uadro dal suo contesto.

Rä Di Martino
Rä di Martino

R, una delle lettere più popolari, anche iniziale del mio nome ma che mi ricorda il titolo così riconoscibile del film “Blade Runner”, rosso con quell’aria digitale degli anni ottanta.

Ho ricostruito la R del Runner un pò con la memoria, diventa quindi sfumata, contorni meno sicuri, ma sicuramente in qualche modo familiare a tutti.

Stefania Galegati
Stefania Galegati

La Esse è una lettera aperta, un pezzo di strada.

Ho scelto l’inizio di uno dei miei libri preferiti, L’arte della gioia di Goliarda Sapienza, pazzesca donna siciliana, come tante ce ne sono. Sottovalutate da una cultura ancora nordista e maschilista. L’inizio dell’Arte della gioia, diventa parte di un percorso che inizia con due curve.

Esce la Sicilia, con una immagine bellissima, di fango, caldo, sudore, di rapporto primario con la natura, con l’idea astratta di bambino/a che si tiene il fango appiccicato alle mani e trascina un pezzo di legno in un paesaggio negato di case e alberi.

Le scritte per le strade sono un luogo neutro dove si cammina immaginando su una linea.

Sapienza Sicilia Stefania Shines Strada Scritta, Sudore….

“Ed eccovi me a quattro, cinque anni in uno spazio fangoso che trascino un pezzo di legno immenso. Non ci sono né alberi né case intorno, solo il sudore per lo sforzo di trascinare quel corpo duro e il bruciore acuto della palme ferite dal legno. Affondo nel fango sino alle caviglie ma devo tirare. Lasciamo questo mio primo ricordo così com’è: non mi va di fare supposizioni o d’inventare. Voglio dirvi quello che è stato senza inventare niente.”

Mikkel Carl
Mikkel Carl

This letter is from Hans Holbein the Younger’s Alphabet of Death.

In general the letters depict sinful people tormented by Death.

In the case of the T the Drunkard is tossed to the ground and has wine poured into his mouth.

I wonder if dead people – good as well as bad – glow in the dark.

Cesare Pietroiusti
Cesare Pietroiusti

Una macchia di un liquido scuro – forse caffè, forse birra – scorre su un foglio, mentre una mano, lentamente e senza particolari intenzioni, lo muove.

Una forma appare fondamentalmente per caso, e acquisisce il suo “significato” di lettera dell’alfabeto solo a posteriori, e un po’ arbitrariamente, poiché altri potrebbero invece vedervi un dialogo fra una coppia di personaggi, di cui uno con uno strano e grande cappello.

Kilian Rüthemann
Kilian Rüthemann

V”, 2016

burned paper

Splitting the flames of burning paper with a wedge leaves the V as a trace.

Jinn Bronwen Lee
Jinn Bronwen Lee

W is for Helen Keller.

W-A-T-E-R was the first word she understood and spelled as a child with deafblindness at age 7.

Anne Sullivan, her teacher, drew the word on Helen’s palm with her finger as she pumped water on Helen’s other palm to connect the feeling of water to the word she was spelling.

Elena El Asmar
Elena El Asmar

X

con la ics puoi segnare
ogni strada e immaginare
di sognare
in mezzo al mare
senza il rischio di annegare
Florian Graf
Florian Graf

What’s the target and whY?

An impulse, a splash and a silence – deeply sinking to the ground.

A momentum: the blurred moment of a shot and the monument remembering the sling.

A big question mark, a land mark to be seen on my Schnapps-shot.

(Lake means See in German. To see means to look or understand. I can’t tell you whY)

Alfredo Pirri
Alfredo Pirri

Quando vedo una Z non posso fare a meno di ascoltarne il rumore.

Mi penetra come un insetto fastidioso, una storia infantile, un rumore che arriva dall’altra stanza.

Infine si cheta e spegne.

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